di

Vera Mantengoli

Serata movimentata con la partecipazione attiva del pubblico. Applausi per lo slogan: «La musica non ha colore»

Il pubblico della Fenice solidarizza con la posizione delle maestranze. Uno scrosciante applauso di oltre un minuto ha seguito ieri sera la lettura di una nota da parte dell’Orchestra nella quale si chiedeva esplicitamente la revoca della nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale. A conclusione del concerto di Giuseppe Mengoli, con l’autorizzazione del soprintendente seduto in prima fila, una musicista si è alzata e dopo aver dato voce alla richiesta, ha concluso leggendo il testo del volantino distribuito all’ingresso in Campo San Fanti. «La musica non ha colore, non ha genere e non ha età. La musica è arte» ha detto. A quel punto dal pubblico si è levata una clamorosa ovazione seguita dal lancio dei volantini dal palchetto. È di fatto la prima azione di protesta dopo l’annuncio di venerdì dello stato di agitazione del personale, in aperto contrasto con il soprintendente Nicola Colabianchi, sommerso di critiche da quando all’improvviso ha scelto senza consultare nessuno la pianista toscana.

Considerata dai lavoratori della Fenice come calata dall’alto e non competente per il ruolo assegnatole, Venezi invece continua a essere difesa a spada tratta da Colabianchi, che assicura che dimostrerà con i risultati il suo valore. Ne è anche convinto Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia che ieri ha sibilato: «La sinistra è impazzita. È stata scelta per capacità - ha detto in riferimento a chi sostiene che sia una nomina di partito data la vicinanza di Venezi al governo - È bravissima e zittirà tutti». In realtà una dura stroncatura a Venezi è arrivata dall’assemblea dell’Orchestra prima e dall’assemblea generale di tutti i lavoratori poi. Dopo la solidarietà dei lavoratori del Teatro Regio di Torino è arrivato il sostegno della Rsu di Fondazione Arena di Verona: «Sappiamo quanto costi a ognuno di noi, che ci riconosciamo artisticamente e professionalmente nel Teatro nel quale abbiamo l’onore di lavorare per tanti anni, essere costretti ad esporsi a critiche e a intraprendere azioni di protesta - hanno scritto in una nota - ma la nomina di un direttore d’orchestra deve necessariamente rispondere solo a criteri di alto profilo artistico, nell’assolvimento della missione istituzionale per la quale la collettività destina risorse pubbliche ed in coerenza con gli stessi principi».