E' pronta all'election day la regione più piccola d'Italia: nella sola giornata di domani in Valle d'Aosta 103 mila 223 cittadini potranno votare i rappresentanti in Consiglio regionale, e la maggior parte (97 mila 402) anche quelli dei comuni.

La fascia tricolore è da assegnare in 65 su 74 enti locali, Aosta compresa. Sia in regione sia nella città capoluogo, il centrodestra unito spera in un risultato storico. Ma dovrà fare i conti con il principale movimento autonomista, l'Union Valdôtaine, rafforzata dalla recente 'riunificazione'. Anche per quanto riguarda il sistema elettorale, la regione autonoma mantiene le proprie peculiarità: il nome del prossimo presidente non uscirà dalle urne, ma dall'assemblea regionale rinnovata. Solo dopo che i partiti troveranno un accordo per formare una maggioranza, i 35 nuovi consiglieri eleggeranno il 'governatore'.

In Valle d'Aosta resiste infatti un sistema proporzionale, con una soglia di sbarramento variabile (pari al doppio del quoziente naturale). Cifra che alle regionali 2020 si attestò poco sotto quota quattromila, lasciando fuori dall'aula la lista di Forza Italia e FdI per una manciata di voti. E' possibile anche l'attribuzione di un premio di maggioranza per la lista o la coalizione che riesce a ottenere almeno il 42 per cento.