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Ha cavato gli occhi, rotto le zampe e inflitto profonde ferite a quindici cavalli. Cinque sono morti per le mutilazioni riportate. In Normandia un uomo di 23 anni è stato condannato dal tribunale penale di Le Havre a quattro anni di reclusione, due dei quali con pena sospesa, per maltrattamenti e crudeltà verso gli animali. Tra maggio e agosto scorso ha ucciso cinque equini e ferito gravemente altri dieci. La gendarmeria della Senna Marittima ha condotto accurate indagini per trovare il colpevole delle mutilazioni avvenute nella regione del Pays de Caux, nel nord della Francia. Le tracce di sangue lasciate in una delle stalle visitate e l'analisi del Dna hanno permesso agli investigatori di risalire al giovane, che il 4 agosto è stato arrestato e ieri condannato dopo un processo che i giudici hanno definito “esemplare” per i “fatti di gravità estrema commessi”.
L’accusa aveva chiesto una pena detentiva di cinque anni. Il tribunale ha respinto le richieste della difesa e non ha riconosciuto al ragazzo l’infermità mentale perché, in base alle perizie eseguite, non vi era "alcuna compromissione della capacità di discernimento". Sono comunque ordinate cure psichiatriche obbligatorie ed è stato disposto il divieto di possedere animali e armi. Il giovane è stato riconosciuto colpevole di aver ferito i cavalli, infliggendo loro profonde lacerazioni, percosse e provocando fratture e, in alcuni casi, cavando loro gli occhi. Questi abusi si sono verificati sempre nel cuore della notte, nei prati e nelle stalle della Senna Marittima. Cinque quadrupedi sono morti sul colpo. Ad un altro è stata praticata dai veterinari l’eutanasia data la gravità delle ferite. Il caso ha scosso la Normandia. Le associazioni animaliste si sono costituite parte civile al processo.









