Un uomo di Las Palmas de Gran Canaria è stato condannato a un anno e un giorno di carcere per aver ucciso il cane di appena quattro mesi che condivideva con la compagna. Il tribunale ha qualificato il gesto come un atto di violenza machista vicaria (violenza di genere), riconoscendo che la morte dell’animale è stata usata come strumento per infliggere alla donna il massimo dolore psicologico. La sentenza, divenuta definitiva, rappresenta un precedente innovativo nella giurisprudenza spagnola.

La telefonata minacciosa e il tragico epilogo

Secondo la sentenza del Juzgado de Violencia sobre la Mujer n. 2 di Las Palmas de Gran Canaria, i fatti risalgono al 13 settembre scorso. Quel giorno, l’uomo chiamò la compagna e le disse: “Vado a uccidere il cane e poi mi uccido”, riferendosi al Podenco (o segugio da conigli) di quasi quattro mesi che la coppia aveva adottato insieme.

La donna si precipitò a cercarlo, raggiungendolo lungo la strada de El Rincón, vicino al Paseo de las Canteras. Lì l’uomo la affrontò con nuove minacce: “Non ti avvicinare o butto il cane e mi uccido”.

Subito dopo, davanti agli occhi della compagna, gettò il cucciolo dalla scogliera. L’animale si schiantò contro le rocce, morendo all’istante.