di

Greta Privitera

L'amministrazione Trump ha presentato un piano in 21 punti che porterebbe a un immediato stop alle operazioni: oltre alla liberazione degli ostaggi, prevede punti sorprendenti

Che valore hanno i piani americani, le Assemblee generali, le paci invocate, le barche che navigano, i tavoli diplomatici, i riconoscimenti diStati, se sul campo nulla cambia mai? Se lo chiede Sami Abu Omar, cittadino di Gaza, esausto, affamato, stanco di sperare. «Qui non parliamo nemmeno più di pace. Ci chiediamo solo se siamo vivi, se durante il giorno mangeremo almeno un pasto». Anche se nelle stanze che contano sembra che qualcosa stia per succedere, dalla Striscia bombardata arrivano solo notizie di morte. Ieri, almeno 91 palestinesi sono stati uccisi dairaid israeliani: 45 a Gaza City — fronte principale dell’offensiva militare —, 12 nel campo profughi di Nuseirat, nella zona centrale. Nessun nome arriva fino a qui. Intanto l’esercito israeliano rassicura: «Sono stati distrutti diversi posti di osservazione dei terroristi».

Se a Gaza non si spera più, le diplomazie ci dicono che c’è qualche speranza. Sul giornale israeliano Times of Israel, sono spuntati i 21 punti che dovrebbero comporre il piano di Donald Trump per porre fine alla guerra, un piano presentato nei giorni scorsi a otto rappresentanti dei Paesi arabi. Trump, entusiasta: «Più buona volontà per il raggiungimento di un accordo di quanto abbia mai visto prima». Partiamo dalle svolte: la proposta incoraggerebbe i palestinesi a rimanere nella Striscia, seppellendo l’idea di trasformarla in una Riviera. Si legge di una Gaza libera dal terrorismo e riqualificata, si accenna a un futuro Stato palestinese. E ancora: se entrambe le parti accetteranno la proposta, le forze israeliane interromperanno le operazioni e si ritireranno gradualmente. Entro 48 ore, tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, saranno restituiti. A quel punto, Israele libererà diverse centinaia di prigionieri nemici. Ai membri di Hamas che si impegnano a una coesistenza pacifica verrà concessa l’amnistia, mentre a chi vuole lasciare la Striscia verrà garantita un’uscita sicura verso altriPaesi. Gaza sarà gestita da un governo temporaneo e transitorio composto da tecnocrati palestinesi, supervisionato da un organismo internazionale(con a capo Tony Blair?), finché la Autorità Palestinese non sarà riformata, e a quel punto ci sarà un passaggio di potere. Hamas non farà partedi questo governo, Israele non occuperà né annetterà Gaza.