C’è una fabbrica di Stellantis che racconta più di ogni altra il declino del gruppo in Italia. Lo stabilimento di Cassino, appena otto anni fa tra i più produttivi del gruppo, è ridotto a una scatola semi-vuota a causa dei modelli in produzione – due dei quali risalenti all’epoca Marchionne – incapaci di generare volumi. Così scarsamente attrattivi per i consumatori che da gennaio a oggi gli operai hanno trascorso più giorni a casa che al lavoro, tradendo la loro stessa funzione. Con gli ultimi 7 giorni di fermo delle linee Montaggio, Lastratura e Verniciatura, vuote da oggi fino a venerdì 3 ottobre compreso, il sito in provincia di Frosinone arriva al poco invidiabile record di un numero di giornate di fermo maggiore di quelle effettivamente trascorse negli impianti, ferie e festivi esclusi.

La colpa? Sempre la stessa: “Carenza di ordini”. I tre modelli assegnati a Cassino – Alfa Romeo Giulia e Stelvio, Maserati Grecale – sono poco richiesti sul mercato e quindi la fabbrica lavora a singhiozzo da anni. Il turno unico è ormai la routine e a volte non serve neanche quello come dimostrano i continui stop comunicati dalla direzione aziendale. Da gennaio a fine giugno sono state prodotte appena 10.500 vetture, un dato in netta discesa rispetto al 2024 e più basso rispetto persino ai mesi del lockdown per Covid. Basti pensare che nel 2017 i veicoli prodotti furono 135.263, con una media mensile maggiore al totale delle unità prodotte nel primo semestre di quest’anno.