Il Giappone non riconoscerà lo Stato palestinese: la conferma è arrivata dal ministro degli Esteri, Iwaya Takehsi, a New York per alcuni incontri durante l’assemblea generale dell’Onu. Almeno non il Giappone ancora a guida Ishiba Shigeru e del suo Partito Liberal Democratico, in coalizione con il Komeito. Sia alla coalizione che al primo ministro, rimangono tuttavia pochi giorni prima di lasciare il comando a una nuova conduzione politica. Il 4 ottobre si svolgeranno le lezioni interne al LDP e verrà votato un o una nuova leader. Chi otterrà la leadership di Jiminto (Liberal Democratico) dovrà necessariamente scendere a patti con almeno un altro partito e aggiungerlo all’attuale coalizione a due, al fine di avere abbastanza seggi per governare.
Nel suo intervento di martedì Ishiba ha sostenuto che il Giappone potrebbe riconoscere lo Stato palestinese se Israele intraprendesse ulteriori azioni per bloccare la “soluzione dei due Stati”. Ha poi osservato che l’Onu, che quest’anno festeggia il suo 80° anniversario, non è riuscita nei suoi intenti, citando come esempio la Russia che nonostante sia membro permanente del Consiglio di Sicurezza ha invaso l’Ucraina. L’agenzia di stampa Reuters riferisce che funzionari statunitensi e giapponesi stanno organizzando una visita del presidente Trump in Giappone, visita che dovrebbe avvenire prima del vertice dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (APEC). Il vertice APEC avrà inizio alla fine di ottobre in Corea del Sud.






