Roma, 26 set. (askanews) – I dati presentati dal Masaf lunedì scorso in occasione della Giornata europea del Biologico “non sono certamente motivo di festa per il settore del biologico”, visto che il 2024 si chiude con un deludente incremento di superficie del 2,6% rispetto all’anno precedente, “un risultato di cui non possiamo certo andare fieri, soprattutto considerando che nel decennio le superfici biologiche sono cresciute di oltre il 68%”. Lo sottolinea l’Aiab, spiegando che il rallentamento del settore “è evidente e strutturale”.

La piccola crescita annuale dell’ultimo anno per Aiab conferma il costante rallentamento registrato negli ultimi anni, nonostante nel decennio le superfici siano cresciute di oltre il 68%. A fronte di importanti linee di finanziamento sul biologico, sia nell’ambito del Pnrr che dei fondi ministeriali, “ci troviamo di fronte a un paradosso inaccettabile: investiamo ingenti risorse pubbliche in quello che definiamo un settore strategico, ma i risultati sul campo dimostrano l’opposto”. Sotto accusa un quotidiano “accanimento burocratico e amministrativo che sta soffocando il comparto: il decreto controlli, il decreto non conformità, il decreto legislativo 148 rappresentano solo alcuni esempi di una normativa sempre più punitiva che penalizza chi sceglie la strada della sostenibilità. Non ultimo, il decreto sulla tracciabilità dei prodotti dei biodistretti rappresenta un ulteriore carico amministrativo che si aggiunge alle già numerose incombenze burocratiche”.