di
Andrea Camurani
L'agitazione indetta dal sindacato Cub. Corteo diretto alla cargo city con assemblea permanente e blocco totale dei varchi delle merci
Una dura protesta sindacale ha causato a partire dalla notte e per tutta la mattinata di venerdì numerose cancellazioni di voli all’aeroporto di Malpensa. Lo sciopero è stato indetto dalla sigla sindacale di base «Cub trasporti» che aveva invitato tutti i lavoratori alla manifestazione partita alle ore 10 di venerdì nei pressi della porta numero uno al «T1» di Malpensa. Qui, dopo una serie di interventi è partito un corteo diretto alla cargo city con assemblea permanente e blocco totale dei varchi delle merci. In una nota il sindacato aveva chiesto «la massima partecipazione per una grande giornata di lotta in difesa dei salari, contro la politica di riarmo e contro il genocidio del popolo palestinese».
Una chiamata raccolta che si è tradotta in decine di cancellazioni di voli. Erano già una quarantina i voli cancellati intorno alla mezzanotte fra giovedì e venerdì a cui se ne sono sommati altri in mattinata. I manifestanti, oltre a protestare contro le condizioni di lavoro, sono scesi in piazza anche contro l’impiego degli scali aeroportuali italiani, in particolare Malpensa, per il transito di armamenti diretti verso Israele. «Alla manifestazione hanno partecipato diversi lavoratori e al presidio all’area cargo pure, oltre un centinaio», spiega Renzo Canavesi della Cub Trasporti Malpensa.










