Le vaccinazioni consentono di giocare d’anticipo, perché aiutano a preparare il sistema immunitario, riducendo il rischio di infezioni e complicazioni. Ed è per questo che ottobre è il mese ideale per aderire alle campagna di vaccinazione contro l’influenza, cominciando dai più fragili. Ma giocare davvero d’anticipo significa pensare a una protezione che tenga conto di tutte le minacce prevenibili per la salute dei più fragili, che devono fare i conti anche con il Covid-19, l’herpes zoster, lo pneumococco e il virus respiratorio sinciziale, tra l’altro.
La protezione contro herpes zoster e Rsv
In alcuni casi, i vaccini raccomandati hanno mostrato benefici che si estendono per più stagioni e si allargano a proteggere sotto più aspetti la salute dei più fragili. Facendo guadagnare loro vita e qualità di vita. È il caso, per esempio, del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale, un patogeno comunissimo nei mesi autunnali e invernali, che ogni anno causa l’ospedalizzazione di circa 145 mila over 65 in Europa. Una sola dose di vaccino, come ha mostrato di recente uno studio su Jama, potrebbe evitare circa il 60% delle ospedalizzazioni nel corso di due stagioni. E alcuni dati suggeriscono che una piccola protezione si osservi anche nel corso della terza. D’altro canto, invece, l’immunizzazione contro l’herpes zoster, non solo protegge dalla riattivazione del virus e dalla nevralgia post erpetica, ma si associa anche a dei benefici anche a livello cardiovascolare, come mostrato da una ricerca presentata all’ultimo congresso della European Society of Cardiology, a Madrid.







