Ci stiamo avvicinando all’inizio di una nuova stagione influenzale: a breve prenderanno via le campagne vaccinali, mirate, come di consueto, a potenziare l’adesione dei più fragili, anziani in primis. Parliamo di circa 15 milioni di persone, contando gli over 65, mentre sono 24 circa quelli con almeno una patologia cronica.

Ma, accanto all’invito a non mancare l’appuntamento con l’antinfluenzale – lo scorso anno ad aderire furono circa sei su 10 (dati Passi d’Argento, Iss) degli over 65 – da più parti e da tempo gli esperti invitano a non sottovalutare anche le altre vaccinazioni che possono potenziare la protezione dei più fragili, contro il Covid-19, l’herpes zoster, lo pneumococco e il virus respiratorio sinciziale. Un tema al centro del talk in programma giovedì 9 ottobre al Festival di Salute a Padova.

A rinvigorire le raccomandazioni degli esperti in merito ai benefici delle vaccinazioni per gli anziani e i più fragili, di recente, sono stati anche nuovi risultati che arrivano dalla ricerca. E che mostrano che i guadagni di salute potrebbero essere ben maggiori di quanto creduto. Riguardano, in particolare, l’herpes zoster, anche noto come Fuoco di Sant’Antonio. Nel corso dell’ultimo congresso della European Society of Cardiology, a Madrid, per esempio, è stato presentato uno studio che lega la vaccinazione contro l’herpes zoster a una riduzione del rischio cardiovascolare. L’herpes zoster è un’infezione dovuta alla riattivazione del virus della varicella, il cui rischio aumenta all’aumentare dell’età e che si stima possa riguardare fino a una persona su due dopo gli 85 anni. Secondo la metanalisi presentata a Madrid, chi si vaccina contro l’herpes zoster ha un rischio inferiore di circa il 16-18 per cento di eventi cardiovascolari (a seconda che si considerino gli over 50 o gli over 18).