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“Questa indagine non riguarda il mio assistito. Il pizzino? Serve una perizia calligrafica per stabilire chi lo ha scritto”. Lo ha detto l’avvocato Massimo Lovati, legale di Andrea Sempio, commentando ai microfoni di Mattino Cinque la notizia relativa all’indagine a carico dell’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, indagato dalla Procura di Brescia con l’ipotesi di reato per corruzione in atti giudiziari.

L'inchiesta per corruzione in atti giudiziari

Come apprende LaPresse da fonti investigative, l’inchiesta condotta dalla procuratrice aggiunta di Brescia, Claudia Moregola, e dal procuratore capo Francesco Prete, ruota attorno al ritrovamento di un pizzino in casa dei genitori di Sempio. Il bigliettino sarebbe stato acquisito dai carabinieri lo scorso 14 maggio, al termine di una perquisizione domiciliare relativa alle attività degli inquirenti pavesi sul delitto di Garlasco. La nota riporterebbe le cifre “20/30”, seguite dal simbolo dell’euro, dal nome dell’ex procuratore Mario Venditti e dalla frase “gip archivia”. Occorre precisare che il foglio, stipato all’interno di un bloc notes, risalirebbe agli inizi di febbraio del 2017, giorni prima che Sempio venisse a conoscenza di essere formalmente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, le successive indagini condotte dalla Guardia di Finanza sui conti della famiglia Sempio avrebbero accertato un trasferimento di denaro, del valore complessivo di 40mila euro, dalle zie paterne di Sempio a un fratello e poi successivamente al papà del ragazzo. L’ipotesi della procura bresciana, quindi, è che parte dell’importo sia stato prelevato dai genitori dell’allora 19enne per essere ceduto all’ex procuratore Venditti affinché archiviasse il fascicolo a carico del figlio, come poi avvenne.