Dario Amodei, CEO di Anthropic, una delle aziende più influenti nel settore dell’intelligenza artificiale, non molto tempo fa ha pubblicato online un breve saggio dal titolo Machines of Loving Grace - ispirato a una poesia di Richard Brautigan - in cui sostiene che gli esseri umani potranno vivere “fino a 150 anni” grazie all’intelligenza artificiale. Già dal 2026, sostiene Amodei, l’IA sarà in grado di superare il livello cognitivo di un premio Nobel in ambiti cruciali come la biologia e la medicina. La speranza è che gli algoritmi contribuiscano alla scoperta di nuovi farmaci e diventino sempre più bravi a diagnosticare malattie prima ancora che si manifestino. Amodei, come gli altri leader delle big tech della Silicon Valley, ha tutto l’interesse a mettere in luce le promesse straordinarie dell’intelligenza artificiale. La sua creatura, Anthropic, oggi valutata 183 miliardi di dollari, vive della fiducia e dei capitali che saprà attrarre nei prossimi anni. Eppure, al di là delle strategie di business, è difficile negare l’evidenza: le macchine - con diversi gradi di intelligenza - stanno inaugurando una nuova stagione per la salute e la medicina. Della convergenza tra robotica, biotecnologie, intelligenza artificiale e sapere umano si discuterà nella seconda giornata della Italian Tech Week, uno dei principali eventi europei nel campo della tecnologia e dell'innovazione, in programma dal 1 al 3 ottobre alle OGR di Torino. non si tratterà soltanto di teoria. Sul palco prenderà forma la “sala operatoria del futuro”, con la presenza di un autentico robot chirurgico sviluppato da Intuitive Surgical, la società californiana che ha ridefinito la chirurgia robot-assistita a livello globale. Dal 2020 al 2024 le sue macchine hanno contribuito a oltre 12 milioni di interventi. L’uomo rimane al centro delle operazioni, in ogni senso. È la sua abilità a guidare il processo, ma oggi può contare su strumenti che ne amplificano le capacità. Il dottor Filippo Filicori, specialista di chirurgia robotica al Northwell Health, porterà alla Italian Tech Week la sua visione di una nuova generazione di chirurghi “aumentati”. Ciò che un tempo alimentava timori - l’idea che i robot potessero sostituire i medici - si è trasformato in una delle specializzazioni più ambite dalle nuove leve della professione. Filicori illustrerà come gli agenti chirurgici autonomi, sistemi intelligenti capaci di assistere e persino prendere decisioni in tempo reale, stiano contribuendo a delineare la figura del super-chirurgo del futuro. Ma l’innovazione non si ferma al bisturi. Un’altra frontiera cruciale è quella della neuroscienza. Sul palco allestito nella Sala Fucine delle OGR (Officine Grandi Riparazioni) di Torino, Joana Cartocci, co-fondatrice e COO di Robeauté, presenterà l'avanguardia di una startup MedTech con base a Parigi. L'azienda sta sviluppando dispositivi micro-robotici avanzati, grandi quanto un chicco di riso, per la neurochirurgia minimamente invasiva. Al suo fianco Andrei Georgescu - CEO e co-fondatore di Vivodyne - illustrerà i progressi della sua azienda nella coltivazione in laboratorio di tessuti umani e modelli di organi umani 3D completamente funzionali. Ogni passo verso il futuro nasce da una scommessa economica, e questo vale anche per l’healthcare. A introdurre il tema sarà Julia Hawkins, General Partner di LocalGlobe, con una panoramica sugli investimenti che intrecciano deep tech, salute e impatto sociale. La convergenza di discipline un tempo lontane sta dando vita a una nuova forma di intelligenza biologica: sensori distribuiti, modelli predittivi, micro-dispositivi impiantabili e gemelli digitali stanno ridefinendo il significato stesso di salute. La trasformazione non riguarda solo la tecnologia, ma anche i modelli di finanziamento e organizzazione della sanità. Alex Morgan (Khosla Ventures) e Chris Bischoff (General Catalyst) metteranno a confronto i sistemi europei e americani, analizzando ecosistemi di innovazione, strategie d’investimento e i primi successi delle piattaforme AI-native. A concludere la mattinata sarà il keynote di Danielle Belgrave, VP AI & Machine Learning di GSK, dal titolo emblematico: “I dati come anello mancante”. Senza dati, la medicina non può diventare intelligente. Usati in modo corretto, invece, consentono di creare gemelli digitali biologici, prevedere le risposte ai trattamenti e accelerare lo sviluppo di terapie realmente personalizzate. Con l’IA a guidare la ricerca, la robotica a supportare i chirurghi e la biologia computazionale a reinventare le cure, la sanità si candida a essere uno dei motori della rivoluzione tecnologica che salirà sul palco della Italian Tech Week. Per assistere dal vivo basta registrarsi sul sito ufficiale (italiantechweek.com). Oppure si può seguire l’evento in streaming sul sito di Repubblica.
Biotech e robot in sala operatoria. Ecco la medicina del futuro
Un’intera sessione dell’Italian Tech Week di Torino sarà dedicata ad analizzare la convergenza tra innovazione e sapere umano in ambito sanitario. Sul palco an…







