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Matteo Castagnoli e Pierpaolo Lio

Secondo gli inquirenti l'inchiesta condotta dall'allora procuratore di Pavia Venditti, e archiviata dopo 21 giorni, fu caratterizzata da «una serie di anomalie»

«Venditti Gip archivia X 20.30 € euro». È questo l’appunto che ha dato origine all’indagine che vede unico indagato l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti per l’ipotesi di reato di corruzione in atti giudiziari, fascicolo della procura di Brescia per cui sono in corso perquisizione nella mattinata di oggi, venerdì 26 settembre. Le frasi, scritte su un bloc-notes, furono ritrovate dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano il maggio scorso a casa dei genitori di Andrea Sempio, 37enne indagato nella nuova inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi. Il foglio risalirebbe ai primissimi giorni del febbraio del 2017, all’alba della prima indagine su Sempio. Nel decreto di perquisizione si ricorda che poi «l’archiviazione è in effetti stata richiesta in data 15.3.2017 e accolta dal G.i.p. in data 23.3.2017».Quelle attività d’indagine su Sempio, all’epoca - si legge - «sono state caratterizzate da una serie di anomalie, tra cui l'omissione, da parte della P.G. incaricata delle indagini (la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Pavia), della trascrizione di alcuni passaggi rilevanti delle intercettazioni ambientali». Per di più, sempre in quei giorni ci sarebbero stati «alcuni contatti opachi» tra Sempio e Giuseppe Spoto e Silvio Sapone, «rispettivamente addetto e responsabile della Sezione di P.G.», nelle cui abitazioni si sono presentati in mattinata i militari della guardia di finanza e i carabinieri. Per gli investigatori, i due carabinieri pavesi oggi in congedo «risultano avere intrattenuto con i Sempio, poco prima della loro audizione in Procura, dei contatti non relazionati (il Sapone) ovvero di durata incongrua rispetto all'attività da svolgere (lo Spoto)». Sono poi menzionati come elementi sospetti «la breve durata dell'interrogatorio di Sempio»; la «verosimile conoscenza anticipata, da parte dei membri della famiglia Sempio, dei temisu cui sarebbero stati sentiti» dai pm; la «formula tranchant» usata a conclusione della annotazione d'indagine che sosteneva la «completa assenza di elementi a supporto delle ipotesi accusatorie» a carico dell’amico di Marco Poggi, fratello della vittima dell’omicidio del 13 agosto 2007.