La fotografia più famosa di Jeff Bezos appartiene a un’altra epoca. Lontana anni luce dai fasti e dal glamour delle occasioni pubbliche in cui è immortalato oggi. Anno 1999. Bezos lavora a un vecchio computer, ricurvo su una scrivania disordinata dentro una camicia blu troppo larga.
Sul muro scalcinato alle sue spalle, una scritta in corsivo appena fatta con una bomboletta spray, blu oceano: amazon.com. È la sua prima foto ufficiale da fondatore dell’azienda che ha cambiato il commercio globale. Era già quotata in borsa, come molte tech company di quel periodo. Ma di tutto quello che sarà Amazon negli anni successivi in quella foto non c’è quasi niente.
Eppure lì il poco più che trentenne Bezos stava mettendo i primissimi tasselli del suo successo imprenditoriale. Stava creando l’azienda che prima di altre avrebbe capito che internet era destinato a cambiare per sempre le logiche del commercio e il comportamento dei consumatori. Si stava preparando all’onda giusta da cavalcare, quando sulla superficie non si vedeva che qualche increspatura.
Jeff Bezos, 61 anni, sarà l’ospite principale dell’Italian Tech Week 2025. E il tema di quest’anno del principale evento europeo in tema di innovazione che si terrà dal primo al tre ottobre alle OGR di Torino è ‘The wave ahead’, la prossima onda. Quella che ancora non si vede, come non si vedeva la rivoluzione di internet nel 1999. Ma che è già in formazione, senza dare segnali evidenti, e chiede abilità e competenze per poterla prevedere. In qualche modo anticipare.







