Un acceleratore di informazioni. Di connessioni. E una vetrina su nuovi scenari e opportunità di investimento. Alla Italian Tech Week di Torino arriveranno un centinaio di investitori da ogni parte del mondo. Parteciperanno ai panel, alle masterclass previste dal programma. Ma soprattutto avranno occasione di incontrarsi e confrontarsi su strategie e traiettorie dell’innovazione.

La lista è lunga. Ci sono colossi del venture capital mondiale, come Andreessen Horowitz, Sequoia Capital e Accel. Altri con una forte presenza in Europa, come Index Ventures, United Ventures. E pezzi fondamentali dell’ecosistema italiano degli investimenti in capitale di rischio come Cdp Venture Capital, il ramo venture di Cassa depositi e prestiti. Nomi e presenze che rafforzano la tre giorni organizzata da Vento e Exor Ventures come momento d’eccezione per il panorama tech europeo. Perlomeno per la capacità di creare un mix tra grandi fondi globali e realtà più legate al continente europeo.

Per i fondi più influenti, Sequoia Capital sarà rappresentata da Doug Leone, Sonya Huang e Luciana Lixandru, nomi legati soprattuto agli investimenti in fintech, sicurezza informatica e intelligenza artificiale. Stesso focus di Bryan Kim, partner di Andreessen Horowitz, uno dei fondi di venture capital più importanti e influenti al mondo, anche se Kim ha un profilo più declinato sul mondo dell’IA nelle sue applicazioni al consumatore finale. Fondi di prim’ordine del venture capital internazionale, con un’attenzione particolare al tech scalabile. Ma è la natura stessa del venture capital a portare gli occhi degli investitori verso le aziende ad alto potenziale di crescita.