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Federico Aldrovandi venne ucciso a Ferrara la mattina del 25 settembre del 2005, vent’anni fa. Lui aveva diciotto anni. Quasi quattro anni dopo, il 6 luglio del 2009, quattro poliziotti giudicati responsabili dell’omicidio vennero condannati a tre anni e mezzo di carcere, la maggior parte dei quali coperti dall’indulto. Scontarono sei mesi di pena residua e poi tornarono in servizio tra gli applausi dei colleghi. Nel giugno del 2014 si concluse anche un secondo filone processuale, quello per i depistaggi nelle prime indagini, in cui altri tre agenti vennero condannati per favoreggiamento e omissione di atti d’ufficio.

Il caso di Federico Aldrovandi, assieme a quelli di Giuseppe Uva e Stefano Cucchi, è uno dei più noti riguardanti violenze commesse dalle forze dell’ordine nei confronti di persone arrestate.

La notte del 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi trascorse una serata con gli amici a Bolo­gna. Abitava a Ferrara, e una volta rientrato nella sua città decise di farsi lasciare dagli amici nel parcheggio delle scuole elementari non lontano da casa, per fare l’ultimo pezzo di strada a piedi. Vicino a viale Ippodromo circolava in quel momento una pattuglia della polizia con a bordo Enzo Pontani e Luca Pollastri, che si imbatterono in Aldrovandi.