Da quando Mario Draghi ha presentato il suo report un anno fa, Bruxelles è in fermento e ciò che un tempo sembrava impossibile, di colpo è diventato probabile. Dopo cinque anni densi in cui hanno visto la luce nuovi regolamenti come l’AI Act, il Digital Services Act, il Digital Markets Act, il Data Governance Act e il Data Act, è ora tempo di rimettere mano alle vecchie norme, tra cui il GDPR, fino a oggi considerato intoccabile, e la Direttiva ePrivacy, sulle comunicazioni elettroniche che attende da anni un aggiornamento.
Cosa sono i cookie
Quest’ultima è una direttiva del 2002 poi aggiornata nel 2009 con le regole sui cookie, quei file che un sito o un’app invia al nostro telefono e che permettono sia ai siti di funzionare meglio, ricordandosi i prodotti che avevamo messo nel carrello anche se non avevamo proceduto con l’acquisto, sia di profilarci con la pubblicità basata sui nostri interessi.
Di rivedere la normativa sui cookie si parlò già ai tempi del GDPR, e un primo piano era proprio di approvare un nuovo regolamento nel 2018. Quel piano è naufragato definitivamente poco tempo fa, con l’abbandono definitivo di quella proposta dopo che per anni Parlamento, Commissione e Consiglio non hanno trovato la quadra sulle modifiche da fare.









