Hamas non avrà nessun ruolo nella guida di Gaza dopo la guerra e dovrà deporre le armi: "Siamo pronti a governare e a lavorare con il presidente Donald Trump, la Francia, l'Arabia Saudita e l'Onu a un piano di pace". In videocollegamento all'Assemblea generale dell'Onu - dopo che gli Stati Uniti gli hanno negato il visto - il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen condanna il "genocidio" di Israele e ringrazia tutti i Paesi che hanno riconosciuto lo Stato palestinese. Mentre Benyamin Netanyahu, arrivato a New York per il suo intervento al Palazzo di Vetro, non arretra sulla sua linea: lo Stato della Palestina non ci sarà mai e chi lo riconosce fa solo un favore ad Hamas.

"La pace non può essere raggiunta se non si ottiene giustizia, non può esserci giustizia se la Palestina non viene liberata", ha detto Abu Mazen criticando Israele per i "suoi crimini di guerra e contro l'umanità" che resteranno come uno dei "capitoli peggiori della storia". I palestinesi vogliono "vivere in pace e sicurezza. È giunto il momento di fare la cosa giusta per il popolo palestinese, affinché non sia ostaggio del temperamento di Israele", ha tuonato, ricordando come in passato la Palestina ha riconosciuto il diritto di esistere di Israele, responsabile "ora di aver imposto un assedio soffocante a un intero popolo". Il leader dell'Autorità palestinese ha quindi denunciato l'atteggiamento del governo di Benjamin Netanyahu sui coloni, che si sentono autorizzati alla violenza perché protetti.