Tassi fermi e in evoluzione. Crescita moderata ma resiliente. Rischi persistenti. L’ultimo bollettino economico della Banca centrale europea (BCE) conferma la linea dettata dalla presidente Christine Lagarde, ovvero una politica monetaria prudente ma attenta ai segnali economici in evoluzione. L’obiettivo è chiaro: contenere l’inflazione intorno al target del 2%, in un contesto di incertezza globale e di condizioni finanziarie in graduale allentamento. La BCE ribadisce che adotterà un approccio guidato dai dati, senza precondizioni sul futuro percorso dei tassi, ma con «la determinazione a intervenire se necessario” per stabilizzare i prezzi. Una cautela di fondo che potrebbe essere mantenuta da qui a fine anno, almeno. Un quadro in chiaroscuro è quello che sta vivendo L’inflazione nell’area euro si è attestata al 2,1% ad agosto 2025, in leggero aumento rispetto al mese precedente, soprattutto per via di variazioni nei prezzi energetici. L’inflazione di fondo, cioè l’andamento dei prezzi al netto dei beni energetici e alimentari, rimane stabile intorno al 2,3%, coerente con l’obiettivo della BCE. La dinamica salariale dà segnali di attenuazione: nel secondo trimestre la crescita del costo del lavoro per dipendente è scesa al 3,9%, contribuendo a ridurre le pressioni inflazionistiche interne, come riportato dal bollettino. Nel primo semestre del 2025, l’economia dell’area euro ha mostrato una crescita dello 0,7% in termini reali, superiore alla precedente previsione dello 0,9% per l’intero anno.