VALDOBBIADENE (TREVISO) - Scoppia la polemica tra vigne del prosecco. Federico Caner, assessore regionale all'Agricoltura, denuncia: «Un gruppo di esagitati è entrato nei vigneti di Santo Stefano di Valdobbiadene, inveendo contro i viticoltori ed urlando frasi sconnesse su presunti diritti dei lavoratori. A questo hanno portato le dichiarazioni deliranti pronunciate negli ultimi giorni dal consigliere regionale Andrea Zanoni, che più che della campagna tout court si interessa evidentemente della campagna elettorale, la sua, fomentando atti che rischiano di diventare pericolosi». Gli "esagitati" additati da Caner sono i rappresentanti della Cgil che, proprio ieri mattina, hanno iniziato a girare con un furgone per i vigneti della Marca con le "Brigate del Lavoro" «per portare informazioni a lavoratrici e lavoratori impegnati nei nostri campi», specificano dalla Flai Cgil. Ma quella che per il sindacato sono "informazioni", per gli imprenditori agricoli che hanno visto arrivare nei loro appezzamenti furgone e militanti con megafono e volantini non sono state altro che accuse di «caporalato e di varie altre irregolarità».

SCAMBIO DI ACCUSE Caner ha raccolto varie testimonianze che parlano anche di insulti e toni sopra le righe. E trova un colpevole di questo clima, andando oltre all'iniziativa della Cgil: «Solo lunedì il consigliere Zanoni aveva denunciato gli imprenditori del settore di non aver aderito alla check-list volontaria per la legalità contro il caporalato, attivata dalla Prefettura, facendo fallire l'iniziativa. Quando un rappresentante delle istituzioni sostiene che "Molte aziende preferiscono l'opacità per non rinunciare allo sfruttamento", attacca un intero settore, eccellenza riconosciuta a livello internazionale e garanzia di lavoro per tante famiglie, con dichiarazioni che non hanno alcun fondamento». Poi l'affondo politico: «Ma è evidente che a Zanoni interessa più la polemica politica che la tutela dei lavoratori». E poi dà una sua ricetta: «l'unico sistema per far emergere l'irregolarità è abbattere la burocrazia e reinserire i voucher in agricoltura». LA DIFESA La Cgil ha ovviamente difeso il proprio operato: «Noi di esagitati spiegano Danilo Maggiore, segretario generale della Flai Cgil di Treviso e Giosuè Mattei, segretario veneto non ne abbiamo visto nessuno, abbiamo invece visto moltissimi lavoratori stranieri e italiani che hanno salutato con favore la nostra iniziativa e, onestamente, anche diverse espressioni interessate da parte di molti imprenditori, solo in un caso siamo stati caldamente invitati, per dire così, a non distribuire materiale informativo e ad andarcene». E sui voucher: «La possibilità di eludere completamente la regolare assunzione è quanto di più lontano alle necessità di regolarità sicurezza e buona occupazione di cui il settore agricolo ha assoluto bisogno». Sul caso interviene anche Giulia Princivalli candidata di (Avs): «Esprimo la piena solidarietà alla Flai-Cgil. Il problema del caporalato nel nostro territorio esiste ed è diffuso, anche nel settore delle nostre eccellenze come il Prosecco o il Radicchio. Nella Marca ad oggi nessuna azienda agricola ha utilizzato lo strumento della checklist previsto per legge e voluto dalla Prefettura a tutela dei lavoratori e lavoratrici ma anche delle realtà sane e pulite che operano nel settore e che subiscono una concorrenza sleale».