Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri ha firmato quattro decreti di grazia, per i quali si è detto favorevole il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Due graziati sono omicidi. Gabriele Finotello, 34 anni, era stato condannato a nove anni e quattro mesi dopo aver ucciso a colpi di martello — questo nel pomeriggio di lunedì 22 febbraio 2021 — il padre, 57 anni, camionista, alcolista e violento, nella casa in provincia di Rovigo in cui vivevano insieme. Finotello ha visto estinguere l’intera pena residua da espiare: quattro anni e tre mesi di reclusione.

Massimo Zen, 54 anni, già guardia giurata, era stato invece condannato alla pena complessiva di nove anni e sei mesi per aver ucciso un bandito in fuga che aveva svaligiato l’ultimo bancomat nella provincia di Treviso. Qui la grazia ha estinto tre anni e tre mesi: il presidente della Repubblica ha tenuto conto del risarcimento concordato con i familiari della vittima.

Patrizia Attinà, 53 anni, era stata condannata a due anni, otto mesi e venti giorni per furto ed estorsione, reati commessi nel 2012 e poi nel 2016. Nell’adottare l’atto di clemenza per l’intera pena residua da espiare (due anni di reclusione). si è preso in considerazione il tempo trascorso dalla commissione dei reati, quindi il perdono concesso dalla persona offesa del reato più grave e le condizioni di vita e di salute della stessa condannata.