di Alessandro D’Ambrosio
Fin dal suo sbarco sulle coste europee, al termine della Seconda guerra mondiale, la flotta imperiale americana ha tessuto la sua rete di influenza sul nostro continente. E’ un’ovvia considerazione, per l’osservatore medio, il riconoscimento della doppia faccia della Nato, da alleanza militare intergovernativa a strumento di controllo Usa su buona parte dell’Europa; come è ben noto, fatta eccezione di Francia e Regno Unito, le armi tattiche nucleari americane sono presenti in Italia, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Turchia.
E’ altresì lecito dispensare dubbi sui veri mandanti dell’attentato con cui è stato distrutto il gasdotto Nord Stream 2, opera strategica per il consolidamento delle relazioni economiche tra Russia e Germania (e di conseguenza tra Russia ed Europa). Joe Biden, il 7 febbraio 2022, 17 giorni prima dell’invasione russa in Ucraina, dichiarò alla stampa: “Se la Russia invade l’Ucraina non ci sarà più nessun Nord Stream 2”. Insomma, una dichiarazione di intenti (?).
Attualità a parte, gli esempi nel mondo non si contano, per dimostrare la brutale violenza perpetrata dagli Stati Uniti nel corso di questi decenni, per imporsi come “Impero del Bene” contro chiunque osasse sfuggire alla sudditanza e ai suoi diktat.







