"Il collasso del diritto internazionale" fa sì che siano le "armi a decidere chi sopravviverà", e l'Ucraina ne è una prova. La spietata analisi di Volodymyr Zelensky piomba sull'Assemblea generale dell'Onu, alla quale il leader di Kiev lancia un appello forte e chiaro: "Non restate in silenzio, sosteneteci. Fermare Putin ora è più economico" che contenere una Russia più aggressiva in futuro.Non farlo significa dare a Mosca la possibilità di "espandere" il conflitto.

Forte del ritrovato appoggio americano, di cui si è detto anche lui "un po' sorpreso", Zelensky si è pronunciato in un discorso di ampio respiro, non limitato solo al suo Paese. Ha infatti accennato a Georgia, Moldavia, Palestina e Siria, tutte crisi che mostrano le difficoltà delle istituzioni internazionali, che da decenni ai popoli in guerra offrono solo "dichiarazioni e dichiarazioni". "Non esiste una sola istituzione che possa veramente fermare" un'aggressione, ha detto invitando l'Europa a "non perdere la Moldavia" sotto le interferenze russe. Gli esempi offerti sono serviti a Zelensky per avvalorare la sua tesi, ovvero che il mondo è alle prese con la "corsa agli armamenti più distruttiva della storia", cui la Russia è responsabile. Fra droni e intelligenza artificiale applicata alle armi servono subito delle regole perché la sicurezza nazionale deve "essere un diritto, non un privilegio per pochi", ha tuonato dal palco. E neanche l'appartenenza un'alleanza militare di lunga data non significa automaticamente essere al sicuro, ha aggiunto in un implicito riferimento alla Nato.