«Se impediscono alla Flotilla di portare gli aiuti a Gaza organizzeremo un altro sciopero generale» ma «senza preavviso». La parola d'ordine «blocchiamo tutto» tornerà a «invadere il Paese». Lo ha detto Guido Lutrario di Usb, che il 22 settembre ha organizzato lo sciopero in 80 città italiane, parlando durante il presidio davanti Montecitorio, organizzato dal Global Movement to Gaza Italia, a sostegno della Flotilla. La proposta che sta già circolando è anche quella di «organizzare 100 piazze permanenti per Gaza in tutto il Paese».
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«Per la Flotilla, contro il genocidio, blocchiamo tutto» . E ancora: «Embargo totale a Israele, sanzioni subito». Con questo grido, almeno un centinaio di attivisti, assieme ad alcuni parlamentari, sono in presidio davanti a Montecitorio, alla conferenza stampa indetta dal Global Movement to Gaza Italia, «per la global Sumud Flotilla, contro il genocidio».
A sventolare bandiere della Palestina, quelle di Usb, Anpi, Emergency e dei movimenti studenteschi Cambiare Rotta e Osa e la Rete no bavaglio, e la comunità palestinese. «Questo non è un incidente», ripete il coordinamento del movimento per Gaza. Presenti diversi esponenti locali e nazionali delle forze politiche: tra loro, per Avs i leader Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, Filiberto Zaratti e Marco Grimaldi, per il Pd la capogruppo Chiara Braga, Serracchiani, Peppe Provenzano, Laura Boldrini, Marco Furfaro, e il segretario romano Enzo Foschi. Per il movimento 5 Stelle diversi componenti dei gruppi di Camera e Senato. Gli studenti di Cambiare rotta: “Lunedì è stato solo l’inizio” «Lo sciopero generale di lunedì è stato solo l’inizio – hanno detto gli studenti universitari Cambiare rotta –. Vogliamo occupare tutte le scuole e le università di Roma e del paese». «Siamo neri», aggiungono annunciando: «Bloccheremo tutte le facoltà di ogni università se necessario. Meloni dimettiti»











