Èstato presentato questa mattina alla Fabbrica del Vapore il nuovo progetto artistico de La Fura dels Baus, la compagnia catalana che da oltre quarant’anni rivoluziona il concetto di spettacolo dal vivo. Il titolo è già una dichiarazione d’intenti: “Sons: Ser o No Ser”, un’immersione teatrale ispirata all’“Amleto” shakespeariano, che promette di far vibrare i sensi del pubblico milanese tra suoni, corpi, luce e buio.

Lo spettacolo debutterà in prima nazionale il 28 novembre, sempre negli spazi della Fabbrica, e sarà in scena fino al 14 dicembre, in un allestimento site-specific che trasformerà l’ex area industriale in un “corpo vivo” da attraversare. A presentarlo, in una sala gremita di operatori culturali e giornalisti, è stato Carlus Padrissa, co-fondatore e regista storico del collettivo, che ha sintetizzato così lo spirito della nuova creazione: «Il nostro è un teatro che provoca e fa secernere adrenalina. Con *Sons* vogliamo creare un cortocircuito sensoriale, una riflessione collettiva e fisica sul nostro tempo, attraverso uno dei testi più iconici della storia del teatro».

Non una semplice messa in scena, dunque, ma un’esperienza immersiva in cui lo spettatore è parte attiva e mobile, libero di muoversi all’interno dello spazio scenico e di relazionarsi fisicamente con ciò che accade. “Sons” — spiega ancora Padrissa — è anche una meditazione sul corpo umano, sul rumore del mondo e sulla solitudine dell’identità nell’era contemporanea. Concepito come un evento che unisce installazione, performance e tecnologia, *Sons: Ser o No Ser* rientra perfettamente nella poetica di rottura e contaminazione che da sempre caratterizza La Fura dels Baus: niente palco, niente poltrone, nessuna distanza tra attori e pubblico.