TREVISO - Si dice che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano. È il caso anche del Treviso Comic Book Festival e del suo legame col mondo dell'infanzia. I fumetti, "roba da bambini". Quante volte si sente dire questa frase. È proprio questo mito che il Festival internazionale di Fumetto e Illustrazione trevigiano (da venerdì a domenica nel capoluogo della Marca), nelle sue ormai 22 edizioni, ha cercato di sfatare.
E, è il caso di dirlo, ci è riuscito. Tanto che ora può tornare "alle origini", a quei bambini da cui inizialmente era partito e che ora riabbraccia con una mostra che unisce il pop allo sperimentale, i più piccoli agli adulti, i grandi titoli ai progetti più di nicchia. "Fumetti? Roba da bambini" è la collettiva ultracontemporanea al centro della 22esima edizione del Tcbf, che da venerdì a domenica torna ad animare il capoluogo della Marca di colori, mostre e illustrazioni. Ben 14 esposizioni nei luoghi simbolo della città si andranno ad affiancare alla ormai tradizionale Mostra Mercato, che quest'anno si allarga ancora di più e batte il record di espositori coinvolti.
"Fumetti? Roba da bambini" pone al centro l'infanzia come spazio creativo, riunendo le case editrici più attente al pubblico più giovane e attuale da Canicola a Tunué, da Il Castoro a BAO e alcuni dei nomi più amati del fumetto italiano per bambine e bambini tra i 6 e i 10 anni, da Sio a Pera Toons, a Lyon (insieme, i tre sono i più venduti in Italia in assoluto), fino agli autori di graphic novel e agli indipendenti come Gud, Tuono Pettinato, Maicol e Mirco, Arianna Rea con Monster's Allergy e molti altri ancora.






