Si continua a parlare di clima d’odio in tutti i salotti televisivi, dopo la brutale uccisione di Charlie Kirk durante un incontro con degli studenti universitari nello Utah. E lo si fa anche nello studio di “diMartedì”, il talk di approfondimento politico di LA7, condotto da Giovanni Floris. Tra gli ospiti c’è Carlo Calenda, fondatore e segretario di Azione e che non ne può più della retorica scatenatasi in Italia, alla vigilia delle elezioni in diverse Regioni.

Floris lo incalza e chiede: “Calenda lei lo sente il clima d’odio?”. Il segretario di Azione, stizzito, risponde così: “Clima d’odio? Che due palle. Abbiamo la sanità a pezzi, due guerre in corso, salari disastrosi. Sono trent'anni in peggioramento e guardi non è solo la Meloni, lei è più grave perché è presidente del Consiglio. È un paese dove non si fa altro che dire che ‘sono gli altri, i violenti etc.’, perché vogliono spaccarla l'Italia, perché così diventa un derby dove non conta niente come governi. Viviamo in un Paese dove non si fa altro che accusare gli altri di essere violenti. La presidente del Consiglio è il premier di tutti gli italiani, anche di chi la detesta: quindi, quando parla, non ci sono ‘gli altri’. Se non l’ha capito, non ha capito cosa significa fare il premier, è il suo ruolo”.