Marta vuole uscire con gli amici, mamma e papà le negano il permesso. La tredicenne allora inizia a discutere con loro, i toni si alzano, non riesce a contenere la rabbia e la frustrazione. Inizia a spaccare ciò che trova a portata di mano, lancia tutto quel che afferra e così facendo si ferisce. I genitori non sanno come placarla, si vedono costretti a portarla al pronto soccorso. «Non è un problema di educazione» spiega Antonella Costantino, alla guida della Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Policlinico, testimone dell’episodio (il nome della paziente è di fantasia, ndr). «La ragazzina ha una depressione, una fatica nella gestione delle emozioni che fa sì che nel momento in cui entra in conflittualità la situazione diventi esplosiva. E una volta in pronto soccorso, ci si rende conto che magari ha anche una ideazione suicidaria».
Marta e le altre giovanissime ricoverate in Psichiatria a Milano. «Odiano il proprio corpo, una 12enne che rifiutava di mangiare è stata nutrita col sondino»
Lunedì il ricovero di una 14enne stordita da una serie di sostanze sconosciute, in stato di agitazione psicomotoria: per curare queste pazienti è necessario sedarle, portarle in terapia intensiva e «svezzarle» dalle droghe»






