La frattura nell'Occidente
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Scontri alla stazione Centrale di Milano durante la manifestazione per Gaza (Ansa)
Milano, 24 settembre 2025 – La miccia innescata da una sessantina di anarchici e militanti del centro sociale Lambretta. Il primo tentativo di entrare in Centrale, rintuzzato dalle forze dell’ordine. Poi la guerriglia nella Galleria delle Carrozze e la logorante guerra di posizione in via Pisani. Ed è in quella fase, la più violenta, che sono spuntate facce sconosciute agli specialisti di Digos e Nucleo informativo. Facce che compongono un puzzle tutto da decifrare, rappresentazione di una piazza che sfugge agli schemi canonici di chi mappa costantemente i confini dell’antagonismo. Nelle prime file si notano studenti italiani non ancora maggiorenni e ragazzi di seconda generazione, figli di immigrati che arrivano dalle periferie della metropoli e dall’hinterland. L’assalto si fa disordinato, estemporaneo, ma non per questo più arginabile. Anzi, sono proprio l’imprevedibilità e l’ostinazione le armi che infiammeranno lo scenario, riportando indietro Milano al pomeriggio da incubo del primo maggio 2015. Con una differenza: 10 anni fa, i casseurs che guidarono gli assalti arrivarono dall’estero; due giorni fa, non c’erano presenze "esterne" a capeggiare le devastazioni, con dinamiche che hanno ricordato di più la rivolta che andò in scena al Corvetto nell’ottobre 2024 per "vendicare" Ramy Elgaml. Pesante il bilancio per le forze dell’ordine: feriti 53 agenti del Reparto mobile, 4 della Polfer e un vice questore aggiunto (con una costola fratturata). Un bilancio che ieri ha spinto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a chiamare il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per esprimere solidarietà ai contusi. Dal canto suo, il numero uno del Viminale ha affermato al Tg5 che "una regìa complessiva è da dimostrare, ma ci sono state sicuramente delle responsabilità in alcuni contesti, anche da parte degli organizzatori".
