Una Lega di pace e di governo
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Assalto alla stazione dopo il corteo. Feriti 60 agenti. La condanna di Meloni. .
di Nicola PalmaMILANOSassi, mattonelle e 300 sampietrini scagliati contro le forze dell’ordine. E poi cestoni dei rifiuti, transenne, fumogeni, cartelli stradali e bottiglie. Persino una tanica piena di benzina, a cui evidentemente qualcuno voleva dar fuoco. Tre ore e mezza di guerriglia urbana. L’area della Stazione Centrale sotto assedio dall’ora di pranzo a quella dell’aperitivo, con decine di manifestanti rimasti in rumoroso ma pacifico presidio fino a sera. Una sessantina di feriti tra i reparti antisommossa di polizia e carabinieri, a cui sommare le contusioni riportate dagli agenti della Digos e dai funzionari dell’ordine pubblico. Otto accompagnati in Questura per verificarne le responsabilità e segnalarli in Procura: per tre di questi il pm di turno Elio Ramondini ha disposto l’arresto per resistenza e danneggiamento aggravato. Stesso provvedimento preso anche dalla Procura dei minori nei confronti di due minorenni. La condanna bipartisan della politica, non senza polemiche incrociate.
Il lunedì nero di Milano, già pesantemente colpita a nord dall’esondazione record del torrente Seveso, si materializza alle 13. Fino a quell’ora, la manifestazione organizzata dai sindacati di base per sostenere la causa palestinese e la Global Sumund Flotilla si è svolta senza scossoni: partenza da Cadorna alle 10, 15mila persone in marcia per le vie del centro a urlare slogan contro Israele e Netanyahu e piccola deviazione dal percorso concordato per avvicinarsi al cordone di forze dell’ordine che presidia l’ingresso del consolato americano. Dopo il passaggio indenne vicino alla sede diplomatica Usa, resta solo l’ultima tappa del corteo, considerata la più critica: il principale scalo ferroviario della città.