Si fa ascoltare un po’ da tutti, di qua e al di là dell’oceano, anche perché, rara avis, parla l’inglese, il francese e il tedesco. È stato presidente del Consiglio, ministro degli Esteri, ha guidato il dicastero delle Comunicazioni, è stato commissario europeo per gli Affari economici e monetari, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai, è tra i fondatori del Partito democratico, e pure lì ha fatto anche il presidente, gli altri incarichi non si contano nemmeno.
Il fattore Gentiloni scuote il centrosinistra: «Siamo credibili per la sfida a Meloni?»
L’ex commissario Ue e la partita delle Politiche








