■ La sberla è forte. Intanto perché a darla (metaforicamente) è l’esponente del Pd che, negli ultimi dieci anni, ha ricoperto i ruoli istituzionalmente più alti: è stato ministro degli Esteri, premier, commissario Ue. In secondo luogo perché Paolo Gentiloni non è un tipo da fare sparate. Pesa le parole, riflette, attende. Il terzo fattore che la rende bruciante è che smonta la “narrazione” che la segretaria dem va ripetendo da settimane a ogni festa dell’Unità, a ogni manifestazione elettorale (peraltro ieri era a fianco di Matteo Ricci nelle Marche), a ogni intervista. Ossia quella di una coalizione progressista che, essendo riuscita a presentarsi unita nelle sette Regioni al voto, ormai è fatta e si prepara a vincere le prossime elezioni politiche. Il fatto di aver realizzato un’alleanza larga per le prossime elezioni regionali, va ripetendo Elly Schlein, è la prova che l’alternativa al centrodestra c’è.
Gentiloni ha seccamente smentito questa affermazione e con parole durissime: «Le opposizioni hanno da fare moltissimi passi in avanti per guadagnare la credibilità per poter essere un’alternativa», ha detto l’ex presidente del Consiglio, ospite a Faenza di “Talk”, per le giornate di incontri e giornalismo dal vivo organizzate dal Post. Come si legge sul sito, Gentiloni, rispondeva a una domanda sulla possibilità che la segretaria del Pd possa diventare in futuro premier.






