«Una Pontida imbandierata, in una festante cornice di sole e di pubblico, ha rivissuto ieri mattina (...) la gloriosa data del giuramento della Lega Lombarda. Mai tanto flusso di folla ha invaso le vie del paese pavesato in ogni dove di tricolore: bandiere alle finestre, alle balconate, alle porte, sui muri, lungo le cancellate, perfino sui tetti; ovunque, dove lo spazio appena appena lo permette, un tricolore o uno striscione bianco inneggiante al duce il fondatore dell’Impero». Il Duce? Cosa c’entra Mussolini col raduno di domenica di Salvini e dei leghisti a Pontida? Niente. Quella cronaca dell’Eco di Bergamo dell’8 aprile 1940 è però preziosa per ricordare come la celebrazione del «giuramento» non fu inventata affatto da Bossi e dai leghisti quando volevano la secessione dall’«I-Taglia» («Mi pare che Bossi e Borghezio allarghino troppo i confini», spiegò il senatore Erminio Boso, «Io ho applicato il metodo del fagiolo. Ho preso un borlotto e l’ho messo sulla carta geografica: arrivava fino ai confini dell’Emilia») prima della retromarcia sovranista salviniana.
X Mas da ricordare, infamie comprese
Cosa c’entra Mussolini col raduno di domenica di Salvini e dei leghisti a Pontida? Niente. Quella cronaca dell’Eco di Bergamo dell’8 aprile 1940 è però preziosa per ricordare come la celebrazione del «giuramento» non fu inventata affatto da Bossi e dai leghisti quando volevano la secessione dall’«I-Taglia»















