Premesso che Mark Rutte, Segretario generale della Nato, ha detto che non è ancora possibile accertare un coinvolgimento russo nei sorvoli dei droni che hanno portato alla chiusura degli aeroporti di Copenaghen e di Oslo, la domanda è: come è possibile che uno o più droni, presumibilmente russi, riescano a volare per tutte quelle miglia, magari anche attraverso i territori di altri Paesi, fino a raggiungere l’aeroporto di Copenaghen o quello di Oslo, il tutto senza venir intercettati? «Non è detto che siano arrivati volando dalla Russia», osserva Alessandro Marrone, responsabile del Programma “Difesa, sicurezza e spazio” dello Iai, l’Istituto affari internazionali.