Senatore Michele Fina, dopo otto anni i dipendenti del Pd escono dalla cassa integrazione. Da tesoriere del partito che lavoro ha dovuto fare per raggiungere questo obiettivo?
“Prima di tutto vorrei fare presente che parliamo del problema più grave e pesante della storia della struttura nazionale del Pd: un partito che è nato con il finanziamento pubblico, abolito poi nel 2013. Nel 2017 il Pd fece la scelta di chiedere gli ammortizzatori sociali per i dipendenti, fu una decisione dolorosissima. Sono stati otto anni lunghissimi”.
Dunque, che situazione ha trovato nel marzo del 2023 quando si è insediato come tesoriere?
“Pagavamo 95 stipendi su 119 lavoratori. Gli altri 24 erano in aspettativa o collocati nei gruppi parlamentari. Il Pd, da solo, aveva più del doppio di tutti i dipendenti degli altri partiti messi insieme. È stato un lavoro lungo e complesso, abbiamo parlato con i dipendenti uno per uno per capire le loro esigenze. Dopo due anni siamo riusciti a portare questo numero a 57 dipendenti grazie soprattutto a incentivi all'esodo e ricollocazioni”.
Quanto ha pesato lo stop al finanziamento pubblico?






