Itempi si allungano ancora. L’udienza preliminare in cui Daniela Santanché potrebbe rischiare il rinvio a giudizio slitta in avanti, complice la decisione della Giunta per le immunità del Senato di sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Consulta contro la Procura di Milano. Una mossa che, nelle intenzioni della maggioranza, serve a proteggere la ministra del Turismo dall’inchiesta sulla presunta truffa Inps, ma che di fatto congela lo scenario giudiziario. Mail e chat di Santanché, insomma, potrebbero non essere utilizzate nell’ambito del processo sulla presunta truffa all’Inps. Stando alla difesa quel materiale non poteva essere usato nel corso delle indagini perché sarebbe stata prima necessaria l’autorizzazione del Parlamento.

Il passaggio sancito oggi pomeriggio non è da poco: ora la parola spetta all’Aula di Palazzo Madama e solo dopo il ricorso potrà finire alla Corte costituzionale. Nel frattempo, l’appuntamento con la gup di Milano Tiziana Gueli resta fissato al 17 ottobre, giorno in cui la ministra sarà interrogata sul cuore del dossier: 126 mila euro di cassa integrazione erogati a tredici dipendenti delle società Visibilia che, pur figurando a zero ore, avrebbero continuato a lavorare.