Il processo per truffa aggravata all’Inps che vede tra gli indagati Daniela Santanchè va avanti. Gli avvocati della ministra per il Turismo stamattina hanno cercato di giocarsi due nuove carte, entrambe rigettate però dalla giudice.
La prima: riqualificare il reato da truffa alla più lieve ipotesi di “indebita percezione a danno dello Stato di erogazioni pubbliche”. La seconda: far dichiarare inutilizzabili le testimonianze dei dipendenti del gruppo Visibilia che sono stati sentiti durante il procedimento, per “cancellare” una parte dell’impianto accusatorio. Secondo i legali Salvatore Pino e Nicolò Pelanda, infatti, i dipendenti – che hanno percepito la contestata cassa integrazione Covid – andavano sentiti in veste di indagati.
Entrambe le questioni sollevate dal collegio difensivo sono state però rigettate dalla gup Tiziana Gueli. L’udienza preliminare dunque va avanti e prevede l’ascolto in aula di Paolo Concordia, ex collaboratore esterno del gruppo. In aula i pm titolari dell’inchiesta, Maria Giuseppina Gravina e Luigi Luzi.
Il processo per truffa è quello politicamente più delicato per Santanchè perché in caso di rinvio a giudizio – difficile che la gup si esprima già oggi sull’esito dell’udienza per lei, Dimitri Kunz e Paolo Concordia – potrebbe vacillare il suo posto nel Governo.







