Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
23 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:29
“Sono stato io a mettere una taglia da dieci milioni di dollari sulla sua testa”. Per David Petraeus, ex direttore della CIA, non è sembrato vero ritrovarsi faccia a faccia, nella sala conferenze del Concordia Summit a New York, con Ahmad al Sharaa, presidente ad interim della Siria, sul cui capo aveva messo una ricompensa enorme perché ricercato per terrorismo. Ma Abu Mohamad al Jolani, nome di battaglia di Ahmad al Sharaa, è l’uomo delle prime volte. È infatti il primo presidente siriano a partecipare ad una assemblea generale delle Nazioni Unite: non accadeva dal 1967, quando al potere a Damasco c’era il generale Nureddin Atassi, e la guerra dei sei giorni, fra Israele e Siria, aveva isolato quest’ultima. Al Sharaa è anche il primo capo di Stato ad aver scontato una pena per terrorismo, cinque anni, dal 2006 al 2011, in vari centri di detenzione statunitensi in Iraq, fra i quali Abu Ghraib. Dopo essere stato liberato, convincendo le autorità irachene di essere un loro concittadino imprigionato per errore, la parabola di Al Jolani accellera. Sono gli anni della guerra civile in Siria. Insieme a una rete di miliziani a lui fedeli, fonda il fronte al Nusra, braccio siriano di alQaida, all’inizio alleato dello Stato Islamico guidato da Al Baghdadi.








