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10 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:49

Da jihadista alla guida di uno Stato “paria” a interlocutore riconosciuto dalla comunità internazionale. Ahmad Al Sharaa è atteso alle 17 alla Casa Bianca da Donald Trump, nella prima visita ufficiale in assoluto di un capo di Stato siriano a Washington. Il faccia a faccia servirà a confermare agli occhi del mondo la radicale trasformazione della politica interna ed estera di Damasco, avvenuta dopo che le forze del movimento islamista Hayat Tahrir al-Sham, guidate proprio da Sharaa, hanno rovesciato il regime di Bashar al-Assad, durato 24 anni. Un cambiamento che ha comportato vantaggi per gli Stati Uniti e per Israele, riducendo drasticamente l’influenza di Russia e Iran nella regione, che sostenuto Assad sin dall’inizio delle rivolte del 2011. Sharaa ha visitato Mosca in ottobre e accolto con favore l’impegno diplomatico di Teheran, ma gli incontri con Trump e le decisioni prese in questo contesto dimostrano la volontà di riallineare la Siria agli Stati Uniti e all’Occidente. Dopo il primo incontro tra Sharaa e Trump a Riyad a maggio, Washington ha iniziato a rimuovere alcune sanzioni imposte alla Siria, che era inserita nella lista degli stati sponsor del terrorismo dal 1979. In questo quadro l’incontro assume anche un rilievo simbolico significativo: Sharaa è stato tra i fondatori di Al Nusra, gruppo fondamentalista legata per anni ad Al Qaeda, organizzazione autrice degli attentati dell’11 settembre 2001.