Erika Frantzve è una giovane donna: è stato ucciso l’uomo della sua vita, Charlie Kirk, 31 anni, padre dei suoi due figli piccoli. È una donna straziata dal dolore che domenica, davanti al mondo intero, ha descritto, con parole e lacrime, colui di cui era innamorata. Ha ricordato il pomeriggio del 10 settembre quando, in ospedale, ha potuto vedere «il corpo assassinato di mio marito. Ho visto la ferita che ha posto fine alla sua vita. Ho provato tutto ciò che ci si aspetterebbe di provare. Ho provato shock. Ho provato orrore. E ho provato un dolore che non sapevo nemmeno esistesse. Ma anche nella morte, potevo vedere l’uomo che amo». Ha raccontato quelle ore laceranti e ha aggiunto una considerazione che fa riflettere: «In questi ultimi dieci giorni mi sono state rivelate la misericordia e l’amore di Dio.

Dopo l’assassinio di Charlie non abbiamo assistito a violenze. Non abbiamo assistito a rivolte. Non abbiamo assistito a rivoluzioni. Invece, abbiamo visto ciò che mio marito ha sempre pregato di vedere in questo Paese. Abbiamo visto una rinascita. La scorsa settimana abbiamo visto persone aprire una Bibbia per la prima volta dopo un decennio. Abbiamo visto persone pregare per la prima volta da quando erano bambini. Abbiamo visto persone andare a una funzione religiosa per la prima volta in tutta la loro vita». Erika ha poi espresso un pensiero che rivela molto di suo marito: «Gesù disse: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Ha detto che sarebbe stato perseguitato. Ha detto che noi saremmo stati perseguitati. E Charlie lo sapeva, e ha portato felicemente la sua croce fino alla fine. E voglio che tutti voi sappiate questo: pur se Charlie è morto troppo presto, lui era pronto anche a morire».