Erika Kirk non ha dubbi: il messaggio del marito continuerà a vivere e il il suo movimento sarà più forte che mai.
La vedova di Charlie Kirk raccoglie l'eredità dell'attivista e si prepara a guidare Turning Point USA, di cui è stata nominata leader. Lo farà con il suo stile e in linea con i suoi valori di famiglia e di madre prima di tutto.
Ex Miss Arizona, la donna è stata accanto al suo Charlie in ogni momento. I due si sono conosciuti nel corso di un colloquio di lavoro. "Le ho detto non voglio assumerti, voglio uscire con te", raccontò l'attivista. Da allora la loro unione è stata indissolubile fino al 10 settembre, quando Kirk è stato ucciso.
Erika non era in Utah con lui perché stava assistendo la madre a Phoenix. Si è precipitata dal marito non appena saputa la notizia ma è arrivata troppo tardi: Kirk era già morto. Ha voluto vederlo a tutti i costi: "Aveva gli occhi semiaperti.
Aveva un mezzo sorriso consapevole, simile a quello della Monna Lisa. Come se fosse stato felice. Come se Gesù lo avesse salvato", ha raccontato in un'intervista al New York Times, vedendo nella morte del marito un progetto divino. "Credo fermamente che questo fosse il piano di Dio. E' così chiaro", ha spiegato descrivendo la contrarietà del suo Charlie a indossare un giubbotto antiproiettile o a parlare dietro un vetro antiproiettile. La donna non nasconde il suo dolore e confessa di indossare il ciondolo sporco del sangue del marito che l'attivista portava quando è stato colpito, di non essere ancora riuscita a lavare gli asciugamani che aveva usato per la sua ultima doccia e di non riuscire ancora a entrare nella loro camera da letto.














