Ai funerali di Charles James Kirk, che si celebrano oggi allo State Farm Stadium di Glendale, in Arizona, si va a pregare. Nona fare tifo da curva. Ad amare Dio e il prossimo. Non a dissotterrare l’ascia di guerra. La vedova Erika ha indicato l’unica arma del rosario.

Dal 10 settembre, quando il 31enne fondatore dell’organizzazione Turning Point Usa è stato ucciso a colpi di fucile mentre parlava con gli studenti della Utah Valley University, non si è verificato un singolo atto di violenza.

Se no, quelle 73mila persone, quante ne può contenere l’impianto sportivo, perderebbero solo tempo. Si attendono almeno altri 25mila partecipanti alle esequie, da sistemare all’esterno con maxischermi e impianti acustici.

Andranno ad ascoltare cosa diranno il presidente e il vicepresidente degli Stati Uniti. Donald Trump e J. D. Vance, che hanno annunciato la loro presenza insieme con il capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles, al segretario di Stato Marco Rubio, ai ministri della Sanità Robert Kennedy, della Difesa Pete Hegseth, al direttore dell’intelligence Tulsi Gabbard, a Donald Trump Jr, all’anchorman Tucker Carlson e al vicecapo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller, oltre a quello dell’inviato speciale americano per il sud e il centro Asia Sergio Gor.