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22 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:55
Un’arena da football trasformata in una cattedrale a cielo aperto. File interminabili dall’alba, bandiere americane che sventolano, canti cristiani e un unico codice d’abbigliamento richiesto: rosso, bianco e blu. L’addio a Charlie Kirk, l’influente fondatore di Turning Point USA ucciso a 31 anni il 10 settembre, non è stato un semplice funerale, ma un’imponente manifestazione di forza politica, un rito collettivo che ha radunato oltre 200.000 persone da tutta l’America. La cerimonia, blindata da misure di sicurezza degne di un Super Bowl, si è aperta con le note struggenti di “Amazing Grace” suonata con la cornamusa, mentre sugli schermi scorreva un video degli ultimi, felici momenti di Kirk, sorridente tra la folla poco prima del colpo fatale.
Salita sul palco tra le lacrime ma con determinazione, Erika Kirk ha detto di aver perdonato l’omicida del marito: “Dopo l’assassinio di Charlie, non abbiamo visto violenza o rivolte. Abbiamo visto quello che mio marito ha sempre pregato di vedere in questo paese. Abbiamo visto la rinascita”, ha dichiarato. Ha poi raccontato di aver insistito per vedere il corpo del marito, trovandolo sereno, con “un mezzo sorriso alla Monna Lisa, come se fosse morto felice. Come se Gesù lo avesse salvato”. Infine, il momento più toccante: “Mio marito voleva salvare i giovani, come colui che gli ha tolto la vita. Io perdono l’omicida di mio marito. La risposta all’odio non è altro odio”.











