Ivini subacquei affascinano i consumatori e appassionano i produttori. Un doppio stimolo per sviluppare la ricerca scientifica. Ed ecco che, per la prima volta nel mondo del vino, si sperimenta la combinazione di due diverse tecniche di vinificazione e affinamento subacqueo. Si chiama Extreme UnderWaterWines il progetto che ha preso avvio a Riomaggiore, nel cuore del Parco Nazionale e dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, promosso da Jamin UnderWaterWines insieme a due soci particolari: Antonio Arrighi, viticoltore elbano già noto per il metodo “Nesos”, e Heidy Bonanini, titolare dell’azienda agricola Possa in Liguria.

Ventimila bottiglie sotto i mari: vini “salati”, quando l’eco delle onde risuona nel calice

31 Maggio 2025

Il protocollo del nuovo metodo prevede due passaggi distinti: l’immersione in mare delle uve fresche – secondo la metodologia ideata e sperimentata da Arrighi all’Isola d’Elba – e successivamente l’affinamento in bottiglia sott’acqua con il metodo Jamin, che utilizza sistemi ingegnerizzati per custodire il vino a oltre 50 metri di profondità per circa sei mesi. L’operazione è stata avviata il 19 settembre con l’immersione delle uve Bosco dell’azienda Possa per 72 ore.