SACILE - Lo chiamano "sorgo mat" ed è una pianta infestante che quando te la ritrovi in mezzo poi diventa difficile liberarsene. Ne sa qualcosa la signora Piera Da Re. Lei abita in Strada Camolli e per uscire di casa in sicurezza ormai deve chiamare il Comune ogni tre per due. «Il sorgo che cresce sul fossato del campo a lato della mia uscita di casa mi impedisce di vedere se arrivi qualcuno dalla parte di Sacile. Il problema si ripete periodicamente. Io chiamo il Comune e loro mandano a tagliare, ma dalla primavera scorsa è successo solo un paio di volte e adesso quelle piante sono diventate troppo alte ed invadenti».
A vedere le foto ci sono ciuffi che arrivano al metro e in effetti se non si mette il muso sulla strada, con quello che l'operazione comporta, si corre il rischio di immettersi del tutto alla cieca. «Io esco sia in bicicletta che in auto e sinceramente ho paura». A dire il vero la competenza di quello specifico tratto di strada non sembra essere comunale. «Ho telefonato anche in Regione, perché una volta quella era una provinciale, ma se fatico a farmi ascoltare dal Comune, figuriamoci a parlare con Trieste».
Piera chiede dunque la cosa più semplice, ovvero che chi è preposto, chiunque esso sia, si occupi di quell'incombenza che le rende pericoloso l'uscire dalla sua proprietà. «Il caso più evidente è un ciclista che passa spesso su una handbike. Prima o poi finiremo con scontrarci. Poi ci sono quelli che corrono a piedi e ciclisti che viaggiano quasi in centro a una strada che è troppo stretta e non ha nemmeno la linea di mezzaria». Non c'è la misura per tracciarla e la cosa non fa che aumentare il rischio, unito alla velocità delle auto. Il tratto in questione è piuttosto frequentato, in pratica la signora risiede poco dopo il ponticello di strada Camolli. Ovvero, la Provinciale 50 che dovrebbe essere oggi responsabilità dell'Ente decentrato Edr.






