I fedelissimi del passeggio in piazza glielo chiedevano da un po’: “Per favore, i rami di quegli alberi sono pericolosi, ci graffiano la testa mentre camminiamo, non è che li fai tagliare?”. Salvatore Iasi, assessore alla cultura, all’ambiente e a tanto altro del Comune di Neviano, in provincia di Lecce, non sapendo chi mandare, è atterrato con la sua Ape Piaggio 50. E lo ha fatto: lui, in persona, con le sue mani.

“Ho preso le forbici che uso quando vado in campagna e ho tagliato via qualche cimetta”. Potare al popolo: encomiabile da parte di un amministratore pubblico. Ma in un paese agricolo del Salento, se intervieni sulla vegetazione hai mille occhi addosso. E dietro l’albero, infatti, c’era Andrea Zappi, consigliere d’opposizione.

Che ha visto tutto, ha fotografato, ha denunciato, e ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al sindaco Giuseppe Mighali. “Alle 8.45 ho personalmente assistito alla potatura selvaggia degli alberi di piazza Concordia da parte dell’assessore, munito di sega manuale”, esordisce l’atto di accusa, nel quale si chiede al primo cittadino di spiegare “con quale autorizzazione Iasi ha effettuato tale intervento, quali titoli di studio, qualifiche e competenze possiede”. Il mezzo con cui è intervenuto l’amministratore, giura poi il consigliere, era parcheggiato nello spazio per diversamente abili. Circostanza respinta dall’interessato: “Non occupo mai in quegli spazi”. Quanto all’arma del delitto, la sega manuale, “l’ho portata con me per intervenire nel caso su qualche ramo un po’ più spesso ma ho usato quasi solo le forbici. E non sono intervenuto sulla chioma: non è stata una potatura”. Il sindaco lo difende pubblicamente: “Apprendo con interesse che a Neviano esiste un nuovo problema politico: qualche ramo secco tagliato in piazza”.