MESTRE - Da zero al ballottaggio sfiorato con Giuseppe Conte. In questi giorni l'autocandidatura di Laura Giardina alla presidenza nazionale del Movimento 5 Stelle. Una uscita che aveva raccolto diverse critiche, compresa quella dell'ex senatrice pentastellata Orietta Vanin: «Dispiace venire a conoscenza che nonostante risieda a Mestre da 4 anni - aveva commentato in un post su Facebook - non abbia avuto nessun contatto con i rappresentanti istituzionali del M5S di Mestre Venezia, gruppo politico che esiste da prima del 2006». Giardina, 32 anni residente a Favaro, docente di nautica dell'istituto tecnico nautico Vendramin Corner, era riuscita a passare la scrematura iniziale del comitato di garanzia che aveva ridotto il gruppo degli aspiranti sfidanti di Conte da 77 a 21.

La giovane professoressa non è riuscita a raccogliere le 500 firme necessarie per arrivare alla votazione vera e propria, ma si è fermata a un passo con 407 preferenze: il risultato migliore in assoluto tra i candidati, seconda solo all'ex premier che ha raggiunto (da solo) quota 500. Per meglio quantificare la portata dell'impresa della 32enne (che prima di questo exploit non aveva mai fatto politica attiva) basti pensare che il terzo classificato, dopo Conte e lei quindi, l'ingegnere newyorkese Vincenzo Evangelista, si è fermato a 98 firme. Potevano esprimere la loro preferenza solamente gli iscritti alla piattaforma del Movimento 5 Stelle e per avere il via libera di conferma possono servire delle settimane o, addirittura, dei mesi. Laura ha avuto solo pochi giorni per poter organizzare la propria raccolta firma tra gli iscritti e, evidentemente, è riuscita a crearsi un proprio seguito.