La mobilitazione per la Palestina a Torino, con le sue 30mila persone che hanno percorso la città, ha influenzato in qualche modo il Senato accademico di Unito che ha deciso di aprire uno spiraglio alle richieste degli studenti Pro Pal: sarà istituito un gruppo di lavoro per analizzare la proposta arrivata questa mattina da una delegazione che ha interrotto i lavori dell’assemblea. Ovvero bloccare gli accordi dell’università di Torino con il governo di Israele e con le aziende belliche. La proposta verrà fatta votare durante un Senato accademico straordinario che non ha ancora una data. Una vittoria degli studenti.

L’interruzione della seduta del Senato accademico

Dopo la giornata di grande partecipazione di lunedì 22 settembre, questa mattina la seduta del Senato accademico, l’ultimo guidato dal rettore Stefano Geuna, era stato interrotto da una delegazione di una decina di studenti del collettivo Cambiare Rotta. Gli studenti hanno presentato la richiesta di porre uno stop alle collaborazioni dell’università torinese nei confronti di soggetti che vengono individuati come protagonisti dello sterminio a Gaza.

Richieste del collettivo

«È il momento di prendere una posizione concreta – hanno intimato ai senatori parlando attrarverso il megafono – contro lo Stato terrorista di Israele». Nel pratico, il presidio aveva l’obiettivo di chiedere all’Università due cose: di «riconoscere il genocidio in Palestina» e di «rescindere tutti gli accordi con Israele e le aziende belliche».