«Bisogna seppellire la Colosimo». Quattro parole capaci di incrinare la credibilità della Commissione parlamentare antimafia e di gettare un’ombra sinistra sui processi di mafia degli ultimi trent’anni. A pronunciarle, in un’intercettazione telefonica del 28 ottobre 2023, è Roberto Scarpinato, ex magistrato del pool di Falcone e Borsellino, oggi senatore del M5S e membro proprio di quella Commissione chiamata a fare luce sulla strage di via D’Amelio. La rivelazione ha scatenato furiose reazioni dal centrodestra, che parla di «linguaggio truce e violento», mentre dall’altro schieramento cala un silenzio imbarazzato, da Conte al Pd, fino ad Alleanza Verdi-Sinistra. La frase, emersa ieri sera dalle intercettazioni trasmesse da Massimo Giletti su Rai 3, è solo la punta di un iceberg che rivelerebbe un sistema compromesso. Scarpinato dialogava con l’ex collega Gioacchino Natoli, anch’egli del pool antimafia palermitano, in vista della sua audizione a Palazzo San Macuto sul dossier «mafia e appalti» come possibile movente dell’omicidio di Paolo Borsellino. Ma nelle conversazioni intercettate dalla Procura di Caltanissetta, nell’ambito dell’inchiesta che vede Natoli indagato per favoreggiamento alla mafia insieme all’ex procuratore Giuseppe Pignatone, si delinea uno scenario agghiacciante: i due ex magistrati avrebbero concordato in anticipo domande e risposte, pianificando una strategia per «seppellire» la presidente Chiara Colosimo «sotto una montagna di documenti».
Antimafia, “bisogna seppellire la Colosimo”. È bufera sulle parole di Scarpinato
«Bisogna seppellire la Colosimo». Quattro parole capaci di incrinare la credibilità della Commissione parlamentare antimafia e di g...







